_Un posto chiamato Quì

C'è solo una cosa più frustrante del non riuscire a trovare qualcuno, ed è non essere trovati. La cosa che vorrei di più è che qualcuno mi trovasse… [Un posto chiamato qui, Cecelia Ahern

Archivi per il mese di “giugno, 2009”

SEi TU*

"Mi spingi oltre i miei limiti

e sento di vivere appieno la mia stessa vita,

in te ho incontrato me stesso

e ho guardato oltre,

oltre ogni inimmaginabile limite.

Ho guardato nel profondo dei tuoi occhi

cercando di comprenderti

ma, ho visto tutto quello che di me

mai avrei voluto vedere.

Ho visto la mia fragilità e la mia insicurezza

i miei sensi di colpa e i miei complessi

le mie paure e la mia insofferenza

ho visto le mie tenebre e i miei demoni

allora, ho guardato ancora oltre

e nel profondo del mio cuore, un mare in tempesta,

un oceano immenso dove tuffarsi e perdersi

e lì nel profondo della mia anima ho compreso!

Ho provato piacere e orgoglio

nel capire quello che oggi provo

nel sapere chi oggi sono veramente

adesso so che amo le cose belle

so che amo tutto quello che la vita mi offre

e una di quelle sei tu."

Undici Minuti – P.Coelho*

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“Là dove senti cantare, fermati: gli uomini malvagi non hanno canzoni”

*Cerca qualcuno che ti faccia sorridere
perchè ci vuole solo un sorriso
per far sembrare brillante una giornataccia*

Coelho

Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l’ aria, ma non
togliermi il tuo sorriso. Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani,l’ acqua che d’ improvviso scoppia nella tua gioia, la repentina onda
d’ argento che ti nasce….

(Pablo Neruda)

● Come se fosse la prima volta

Voglio credere che guarderò a ciascuno dei giorni come se fosse la
prima volta. Che vedrò le persone che mi circondano con sorpresa e
stupore, felice di scoprire che sono lí accanto a me a condividere
qualcosa che si chiama amore, di cui si parla molto, ma del quale si
capisce ben poco.

Salirò sul primo autobus che
passa senza domandare in quale direzione sta andando, e scenderò appena
vedrò qualcosa che attiri la mia attenzione. Passerò accanto a un
mendicante che mi chiederà un’elemosina. Forse gliela darò, o forse
penserò che la spenderà per bere e tirerò avanti – udendo i suoi
insulti e comprendendo che questo è il suo modo di comunicare con me.
Passerò accanto a qualcuno che sta tentando di distruggere una cabina
telefonica. Forse cercherò di impedirglielo, o forse comprenderò che lo
sta facendo perché non ha nessuno con cui parlare all’altro capo del
filo e cerca cosí di fugare la solitudine.

Guarderò
tutto e tutti come se fosse la prima volta – soprattutto le piccole
cose, alle quali mi sono ormai abituato, dimenticando la magia che mi
circonda. I tasti del mio computer, per esempio, che si muovono con una
energia che io non comprendo. Quella pagina che compare sullo schermo e
che da tempo non si manifesta in maniera fisica, benché io sia convinto
che sto scrivendo su un foglio bianco, dove è facile correggere solo
premendo un tasto. Accanto allo schermo del computer si accumulano dei
fogli che non ho la pazienza di riordinare, ma se penserò che essi
nascondono delle novità, tutte queste carte, questi appunti, questi
ritagli, queste ricevute acquisteranno una vita propria e avranno tante
storie curiose – del passato e del futuro – da raccontarmi. Tante cose
nel mondo, tanti cammini percorsi, tante entrate e uscite dalla mia
vita.

Indosserò una camicia che sono solito usare
sempre, ma per la prima volta presterò attenzione alla sua etichetta, a
come è stata cucita, e cercherò di immaginare le mani che l’hanno
disegnata e le macchine che hanno trasformato quel disegno in qualcosa
di materiale, di visibile.

E persino le cose alle
quali sono abituato – come l’arco e le frecce, la tazzina del caffè,
gli stivali che si sono trasformati in un’estensione dei miei piedi
dopo tanto uso – si rivestiranno del mistero della scoperta. Che tutto
ciò che la mia mano toccherà, che i miei occhi vedranno, che la mia
bocca proverà sia diverso ora, anche se per molti anni è stato uguale.
Cosí, tutto ciò cesserà di essere una natura morta e comincerà a
trasmettermi il segreto di aver trascorso con me tanto tempo e
manifesterà il miracolo di un nuovo incontro con certe emozioni che si
erano ormai logorate con la routine.

Voglio
guardare per la prima volta il sole, se domani ci sarà il sole; il
cielo nuvoloso, se domani sarà nuvoloso. Al di sopra del mio capo
esiste un cielo per il quale l’umanità intera, nel corso di migliaia di
anni di osservazione, ha già dato una serie di spiegazioni ragionevoli.
Dimenticherò, dunque, tutte le cose che ho appreso sulle stelle, ed
esse si trasformeranno di nuovo in angeli, o in bambini, o in qualsiasi
altra cosa in cui io abbia il desiderio di credere in quel momento.

A
poco a poco, il tempo e la vita hanno reso tutto perfettamente
comprensibile – ma io ho bisogno del mistero, del tuono che è la voce
di un dio arrabbiato, e non una semplice scarica elettrica che provoca
vibrazioni nell’atmosfera. Io voglio di nuovo colmare la mia vita con
la fantasia, perché un dio irato è molto piú intrigante, terrificante e
interessante di un fenomeno fisico.

E, infine,
che io guardi a me stesso come se per la prima volta mi trovassi in
contatto con il mio corpo e la mia anima. Che io guardi questa persona
che cammina, che sente, che parla come qualsiasi altra, che io sia
affascinato dai suoi gesti piú semplici, come conversare con il
postino, contemplare la moglie che gli dorme accanto, domandandosi che
cosa mai starà sognando.

E cosí rimarrò quello
che sono e che amo essere, una sorpresa continua per me stesso. Questo
io che non è stato educato né da mio padre né da mia madre né dalla mia
scuola, ma da tutto ciò che ho vissuto fino a oggi, che tutt’a un
tratto ho dimenticato e che di nuovo sto scoprendo
.

P.Coelho (L)

L’amore non è già fatto, si fa

Non è un vestito già confezionato,
ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.

Non è un appartamento chiavi in mano,
ma una casa da concepire, costruire, conservare e,
spesso riparare.

Non è una vetta conquistata,
ma scalate appassionanti e cadute dolorose.

Non è un solido ancoraggio nel porto della felicità,
ma è un levar l’ancora, è un viaggio in pieno mare.

Non è un si trionfale che si segna fra i sorrisi e gli applausi,
ma è una moltitudine di "si" che punteggiano la vita,
tra una moltitudine di "no" che si cancellano strada facendo.

Non è l’apparizione improvvisa di una nuova vita,
perfetta fin dalla nascita,
ma sgorgare di sorgente e lungo tragitto di fiume
dai molteplici meandri, qualche volte in secca,
altre volte traboccante,
ma sempre in cammino verso il mare infinito.

L’amore non è già fatto, si fa

(Michel Quoist)

PER RiCORDARMi

"..Apprezzatemi adesso, eviterete la coda.."


(Ashleigh Brilliant)

Il paradosso del nostro tempo..

Il paradosso del nostro tempo nella storia è
che abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse,

autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti.


Spendiamo di più, ma abbiamo meno,


comperiamo di più, ma godiamo meno.


Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole,


più comodità, ma meno tempo.


Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso,


più conoscenza, ma meno giudizio,


più esperti, e ancor più problemi,


più medicine, ma meno benessere.



Beviamo troppo, fumiamo troppo,


spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco,


guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo,


facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi,


vediamo troppa TV, e preghiamo di rado.




Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà,


ma ridotto i nostri valori.


Parliamo troppo, amiamo troppo poco


e odiamo troppo spesso.

Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere,

ma non come vivere.


Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.


Siamo andati e tornati dalla Luna,


ma non riusciamo ad attraversare la strada


per incontrare un nuovo vicino di casa.


Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.


Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori.


Abbiamo pulito l’aria, ma inquinato l’anima.


Abbiamo dominato l’atomo, ma non i pregiudizi.




Scriviamo di più, ma impariamo meno.


Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno.


Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.


Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni,


per produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno.




Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta,


grandi uomini e piccoli caratteri,


ricchi profitti e povere relazioni.




Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi,


case più belle ma f amiglie distrutte.




Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta,


della moralità a perdere, delle relazioni di una notte,


dei corpi sovrappeso e delle pillole


che possono farti fare di tutto,


dal rallegrarti al calmarti, all’ucciderti.




E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina


e niente in magazzino.

La Vita non si misura da
quanti respiri facciamo,

ma dai momenti che ci tolgono il
respiro.

 

La sua luce è immensa, ma la sua ombra mi spaventa.


"Ho paura dell’amore, perché esso implica cose che vanno al di là
dell’umana comprensione:
la sua luce è immensa, ma la sua ombra mi
spaventa.
"

Brida – Paulo Coelho

COME GLIELO DICI?

Come si fa?
Come glielo dici, a una donna così,
quello che devi dirle,
con le sue mani addosso e la sua pelle,
la pelle.
Come glielo dici a una ragazzina così,
quello che lei sa già e che pure bisognerà che ascolti,
le parole,una dopo l’altra,
che puoi anche sapere ma devi ascoltare, prima o poi,
qualcuno deve dirle e tu ascoltarle,
lei,
ascoltarle,
quella ragazzina che dice:
 
"Hai degli occhi che non ti ho visto mai"
E poi:
"Se solo tu volessi, potresti salvarti"
 
Come glielo dici, a una donna così,
che tu vorresti salvarti,
e ancora di più vorresti salvare lei con te,
e non fare altro che salvarla,
e salvarti,
tutta una vita,
ma non si può,
ognuno ha il suo viaggio, da fare,
e tra le braccia di una donna si finisce facendo strade contorte,
che neanche tanto capisci tu,
e al momento buono non le puoi raccontare, non hai le parole per farlo
parole che ci stiano bene, lì, tra quei baci e sulla pelle,
parole giuste,
non ce n’è,
hai un bel cercarle in quel che sei e in quel che hai sentito, non le trovi,
hanno sempre una musica sbagliata, è la musica che gli manca
lì, tra quei baci e sulla pelle,
è una questione di musica.
Così poi dici una cosa, ma è una miseria.
"Elisewin, io non sarò mai più salvo."
 
Come glielo dici, a un uomo così,
che adesso sono io che voglio insegnargli una cosa
e tra le sue carezze voglio fargli capire che il destino non è una catena ma un volo,
e se solo ancora avesse voglia davvero di vivere lo potrebbe fare,
e se solo avesse voglia davvero di me potrebbe riavere mille notti come questa,
se solo lui potesse, davvero, davvero, ascoltarmi.
Come glielo dici, a un uomo così, che ti sta perdendo?


 
– Oceano mare –

Ma quel sorriso sì,e aspetta solo di essere trovato…

….Sono una cometa sola nel mio
universo
.Mi perdo in viaggi d’emozioni e con la luce spenta della mia
coda
non posso far tanta luce, ma tu abbracciami e non lasciarmi andare
mai
finché ogni cosa intorno avrà ripreso il suo colore ed io,
riaprendo gli occhi, tornerò a sognare con le tue mani scure fra i
capelli chiari
, abbracciami chiunque tu sia perché il tuo cuore, come
il mio, è una sorgente generosa


…Ed
è proprio quel sorriso che io continuo ad
aspettare,a cercare, a
sognare.Si dice che le favole siano solo nei libri,ma io continuo a
cercare la mia nella realtà.Forse non ci sarà nessun castello,nessun
drago,nessun principe.
Ma quel sorriso sì,e aspetta solo di essere
trovato

..ed io quell’Abbraccio eterno lo vorrei…

-NERVoSA

In qualunque modo non vado mai bene….

L’amore non basta…
o forse non è questo di cui ho bisogno.
Non so.
Non so cosa mi può far star bene..
 
 

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