_Un posto chiamato Quì

C'è solo una cosa più frustrante del non riuscire a trovare qualcuno, ed è non essere trovati. La cosa che vorrei di più è che qualcuno mi trovasse… [Un posto chiamato qui, Cecelia Ahern

Archivi per il mese di “maggio, 2010”

Sono diversa Sono nuova Ma le note ancora mi appartengono*

Tu ti divertivi a contare le stelle e a vivere senza pensieri. E amavi ridere, ridevi con chiunque, facevi ridere anche me. Ricordati di quanto eri speciale, di quanto tempo passavi guardandoti allo specchio sorridente perchè quel sorriso ti piaceva da impazzire.
Ricordati.
Cercati dentro di te, e convinciti a tornare…



Sono diversa Sono nuova..Ma le note ancora mi appartengono

CANDY ESCI DA QUESTO CORPO!

Ho trascorso parecchi anni nelle esimie vesti della Dolce Candy Candy perchè la cultura e la società impone a noi,donnicciuole,di ricoprire per la gran parte della nostra vita, la parte della Crocerossina che ci vede impegnate a flagellarci, a farci carico delle stronzate dette e fatte da altrettanti uomini. Sin da piccole siamo state cresciute così, a un interminabile voglia di prenderci cura dell’altro, abbandonandoci come cagne dal loro padrone perchè, non puoi lamentarti… altrimenti se ti lamenti ti prendi anche la notorietà di essere egoista e stronza perchè vuoi il tuo tornaconto! E allora via… prende campo e  nasce quando conosciamo Lui: il bello e dannato,
l’uomo che non deve chiedere mai, il ribelle, il Riccardo Scamarcio dei
poveri, lo sregolato, il tempestoso, e spesso pure squattrinato! Quando
Lui entra nella vita di Lei ecco che la sindrome si impadronisce delle
sue facoltà mentali e dei suoi sentimenti. Lei se ne "innamora", ma in
realtà s’ innamora del caso patologico da "curare". Sì, Lei lo deve
"curare", lo deve modellare e plasmare nel perfetto principe azzurro:
Lei riuscirà a trasformare quel rospo nel perfetto "bravo" ragazzo da
portare orgogliosamente a casa, da mostrare come trofeo alle
zie/nonne/cugine che continuavano a dirle che se non si sbrigava sarebbe
morta zitella, ma soprattutto da sfoggiare alle amiche perchè possano
schiattare d’invidia!

Tutto è una corsa, una corsa alla conquista! E’ una corsa a chi si immola di più perchè si sa nella nostra mente malata e femminile passa l’idea che " se faccio di più, se gli dimostro questo e mi trasformo in quest’altro, Lui s’innamorerà di me perdutamente!". E’ studiato scientificamente che più fai per qualcuno più quell’altro non se ne accorge e allora, dici che qualcosa in te è sbagliato, non funziona ( lo ammetto,dai, sti flash me li sono fatta anche io!) e poi passa una troia qualsiasi, che non sai da quale pianeta di Fanculonia proviene e ti spiazza. Lei non ha fatto un bel niente e se lo prende O_O Questo sfata ogni mito: quello "Helpati che Dio ti Helpa" , in realtà, c’ha visto solo Lui che la situazioni stava degenerando e tu in preda al delirio sei ancora in fissa che la colpa sia tua. Poi ci sono le amiche, quelle che ti dicono…. " se fa così, sicuro è troppo perso per te, vuole giocare..per vedere come reagisci" lì, incoraggiando la croce rossina che è in te, la spingono a calci in culo ad agire….proprio!… fino a che non capisci che tutto quello che hai fatto, anche trasformarti il zerbino perchè l’AMORE MUOVE IL MONDO, perchè SE C’E’ AMORE C’E’ AMORE ( non si discute), perchè L’AMORE TORNA SEMPRE, BASTA SAPERLO ASPETTARE!  Mi chiedo perchè a un essere di sesso maschile dobbiamo attribuire capacità strategiche per averci ? Perchè? Mi rispondo da sola: Se qualcuno ti vuole nella sua vita non c’è bisogno che faccia giri e rigiri… ti accoglie e basta perchè sa che con te si trova bene e ha finito di cercare in lungo e in largo!  Finendo il dialogo con me stessa…….
A proposito ora va di moda la frase che sicuro passerà alla storia con qualcosa tipo " Non aspettare l’amore, verrà quando non ci penserai più"
O______O madò, qua capisco di non essere l’unica rincoglionita!! Ma cosa vuoi dirmi con questo??? Di giocare d’astuzia della serie " NON TI PENSO COSì TU TI PRESENTI, perche se ti penso poi tu non vieni"O______O NO… NON C’E’ MOTIVO.
Perchè ciò presuppone che uno debba vivere nella freddezza più totale,non penso che possa esserci qualcuno per me e tutto il resto perchè finirò per non crederci più…… e siamo sempre lì arriverà un coglione qualsiasi che mi salverà…… (wow! in questo caso il crocerossino è lui) e siamo sempre a quel punto!!!!
Ma la smettiamo???

Insomma sono le classiche stronzate dette da gente che pare abbia trovato il principe azzurro, che in definitiva sono le stesse che prima si flagellavano con queste cavolate e in più sfigate al massimo…. e ora che pare che hanno il trofeo per quella sfigata fanno passare te! Ma siccome la sindrome da crocerossina compare sempre… la cosa deprime un bel pò…. perchè in genere mica io pretendo chissà cosa?
Ma a quanto pare per quelle come me o per chi si sentisse di appartenervi, la società e la cultura impone anche un’altra figura, la famosa Zitella!
Io per es. ho un presentimento: MORIRO’ ZITELLA, ma non perchè non voglio accoppiarmi,anzi fosse per me… u_____u’
ma perchè sono stanca di acchiappare il vuoto, e scafazzare merda!E sinceramente, sono stanca di immolarmi per gli altri…sapendo il risultato!!
Quindi, voglio rendere intellettuale il finale citando Jane Austin in Orgoglio e pregiudizio:

"Solo il vero amore potrà condurmi al matrimonio, ragion per cui morirò
zitella."

Il problema è come riconoscere il Vero Amore! Ma vabbè…
Come in tutte le favole, anche questa mia favola si conclude con il lieto fine…. non scandalizzatevi tanto….
ho la mia trasformazione da Candy Candy sono passata a Elizabeth Bennet detta Lizzy…. decisa,cazzuta e sa quello che vuole… pronta ad addolcire qualsisai Homo si presenterà ai suoi piedi, soprattutto Mr. Darcy, perchè questa volta sarà al contrario…. Lascerò che mi scelgano!! (Fu così che la profezia si rivelò!)

Mmmaahledettih Huuoomini >.<‘



Quanto è dolce….però!!!
BASTA CANDY.. BASTA!!

Io sto aspettando, mi ha detto.


Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda.

Semplicemente è lontana.



Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei nè triste nè felice.

Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando.
Non è triste
la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda.

Semplicemente è
lontana.


Io sto aspettando, mi ha detto.


Cosa?


Sto aspettando di fare ciò per cui sono nato.


Questa storia, Alessandro Baricco.

Il Claddagh Ring sarà mio! [Un giorno…uhm.. forse, sì… si spera!]

La mia Passione è l‘Irlanda.
E’ misteriosa,cupa,piena di leggenda.
Quel verde e quella costa che la sovrasta. Mi fa sognare.
Così, sogno un giorno di poter baciare terra irlandese.
Da brava ragazza che si informa ( sì,sì  =D ) ho scoperto una leggenda bellissima che abbraccia un famoso anello,
per l’esattezza il Claddagh Ring!
E’ scontatissimo dire che io lo voglio! Lo pretendo,anzi! >.<‘ ( Si chiede quando l’avrà al dito )

Comunque, a chi questo anello risultasse ignoto, eccolo quì sotto:


Secondo Santo Wikipedia,
Il Claddagh Ring (anello claddagh) è un anello di fidanzamento
irlandese, composto da due mani che tengono un cuore
sormontato da una corona;le mani simboleggiano l’amicizia
la corona è simbolo di lealtà
e il cuore dell’amore.
Ci sono moltissime leggende che ruotano attorno al Claddagh e ne aggiungo qualcuna:
– un re innamorato di una giovane contadina, ma da lei non corrisposto.
Il povero re non riuscì a sopportare il dolore e si uccise, chiedendo
che sulla sua lapide fossero rappresentate due mani intorno a un cuore
incoronato come simbolo del suo eterno amore per la contadina.
…ma anche:
Due delle spiegazioni più celebri hanno a che fare entrambe, sebbene
un secolo le separi, con membri della famiglia Joyce (o Ioyce),
originaria di Galway Alcuni modelli di Claddagh ring tuttora
esistenti portano le iniziali “R. I.” oppure “R. J.” e, perciò, sono
attribuiti a Richard Joyce/Ioyce.

La più antica leggenda, risalente al XVI secolo, racconta che il
primo Claddagh Ring fu uno miracoloso e meritato regalo per Margaret Joyce.
Domingo de Rona, un ricco mercante spagnolo i cui affari lo portavano
spesso a Galway
incontrò Margaret in una delle sue visite nella cittadina irlandese e
se ne innamorò, sposandola di lì a poco. Sfortunatamente, però, la loro
felicità fu breve. Subito dopo il matrimonio Domingo morì e Margaret
ereditò il suo enorme patrimonio. Nel 1596, la donna si risposò con
Oliver Og French, il governatore di Galway.
L’uomo non la sposò per la sua grande ricchezza, e ciò è dimostrato dal
fatto che lasciò l’uso e l’amministrazione dei suoi beni totalmente
nelle mani di lei, che, da parte sua, non sperperò il suo denaro, ma ne
donò gran parte alla città per far costruire numerosi ponti. Un giorno
un’aquila lasciò cadere sul grembo di Margaret Joyce un anello d’oro, il
primo Claddagh Ring. Questo evento non fu ritenuto un evento fortuito,
ma un vero e proprio dono divino, ricompensa alla sua generosità.
L’anello sarebbe quindi caduto “dall’alto”, nel vero senso della parola.

Ma, molto più realistica la seconda leggenda. Questa ci racconta come,
durante la seconda metà del XVII secolo, un abitante di Galway,
Richard Joyce, fu catturato dai pirati mentre era in viaggio per le Indie
Occidentali. Questi lo vendettero come schiavo a un ricco orafo arabo,
che gli insegnò il mestiere e lo fece diventare un eccellente
cesellatore. Nel 1689, re William III d’Inghilterra
ottenne il rilascio degli inglesi catturati, Joyce compreso. In tutti
gli anni trascorsi insieme, l’orafo si era affezionato a Joyce e lo
implorò di restare da lui, promettendogli la mano della figlia e metà
del suo patrimonio. Richard, tuttavia, non si fece tentare, poiché non
vedeva l’ora di tornare nel suo paese natale. Quindi portò con sé le
conoscenze acquisite sull’arte orafa e, importantissima cosa, un’idea
che gli era venuta in mente durante quegli anni: la creazione del
Claddagh Ring. Secondo alcuni, egli creò il primo di questi anelli come
simbolo di gratitudine nei confronti del re al quale doveva la sua
libertà. Secondo altri, invece, ad una fanciulla di Galwayche
non aveva mai smesso di amarlo e di essergli fedele, in attesa del
rientro del suo unico vero amore: lui le si presentò con il celebre
Claddagh Ring d’oro, simbolo del loro amore duraturo (due mani a
rappresentare l’amicizia, la corona a significare la loro lealtà e
devozione, e il cuore a simboleggiare il loro reciproco amore eterno). I
due si sposarono subito e non si separarono mai!

MA DOVE PROVIENE OGNI SIMBOLO CHE FORMA IL CLADDAGH RING?

Per scoprirlo bisogna andare molto indietro nel tempo, all’epoca
degli dèi celtici
. Dagda, il padre degli dèi, era un essere potente, con
la capacità di far splendere il sole; secondo la leggenda la mano destra
dell’anello appartiene proprio a lui. Anu (dea conosciuta poi come
Danu), era l’antenata e madre universale dei Celti, ed è lei che sembra
rappresentare la mano sinistra del Claddagh Ring. La corona rappresenta
Beathauile (nome che significa "la vita intera"), che non sembra sia una
persona o un dio, ma appare a rappresentare il principio vitale e la
vita in sé. Infine il cuore rappresenta i cuori di ogni membro
dell’umanità.

Un’altra interpretazione del significato dell’anello è strettamente
collegata al trifoglio, uno dei più antichi
simboli irlandesi. Questa interpretazione vuole che la corona sia il Padre, la
mano sinistra il Figlio e la mano destra lo Spirito Santo tutti concentrati sul cuore al centro, che simboleggia
l’umanità.

Attraverso ogni simbolismo, comunque, un tema ricorre sempre, ovvero
che l’anello simboleggia l’amore, la lealtà e l’amicizia ("Love,
Loyalty, and Friendship" o, in gaelico, "Gra, Dilseacht agus Cairdeas" –
pronunciato "graw, dealshocked ogis cordiss").

C’è una filastrocca che serve a ricordare la simbologia di quest’anello ed è questa in inglese:

" THE HANDS ARE THERE FOR FRIENDSHIP, THE HEART IS THER FOR LOVE. FOR LOYALTY THROUGHOUT THE YEAR, THE CROWN IS RAISED ABOVE "

In Irlanda lo scopo per cui questo anello viene scelto è manifestato
dal modo in cui l’anello viene indossato. Infatti, il Claddagh Ring può
simboleggiare sentimenti diversi:

  • Amicizia/ Libertà:  mano destra, con la punta del cuore rivolta verso le dita;
  • Matrimonio:  mano sinistra, con il cuore puntato verso il polso;
  • Fidanzamento: mano destra
    con il cuore puntato verso il polso.
  • Rifiuto dell’amore/ Vedovanza: mano sinistra, con la punta del cuore verso
    le dita.

Tutto questo accadrebbe quando l’incantesimo della mia singletudine finirà e si spera anche definitivamente stavolta, e siccome voglio essere in tema mi autoauguro BUONA FORTUNA con un bel TRIFOGLIO IRLANDESE

Cosa non si fa per uno straccio d’uomo…

……….

*Sentono il bisogno di essere rassicurate, nonostante non sappiano
rassicurare nessuno. In realtà, sono così abituate a dare,
silenziosamente, a dare così tanto di loro, senza che gli altri se ne
rendano davvero conto, che alle volte vogliono qualche dimostrazione in
più. Ma vi svelerò un segreto: non sanno chiedere, queste persone, mai.
Non sanno chiedere, e allora pretendono, in maniera un pò strana, un
qualcosa di non ben definito. E poi danno di matto. Ma, sapete, a loro
piace ancora credere che qualcuno , prima o poi, capisca cos’è che
vogliono.*

Mi amor no se desvanece en el tiempo o la distancia. Permanece allì*

*Mi silencio no significa olvido. Mi amor no se desvanece en el tiempo o la distancia. Permanece allì, temblando junto al deseo, como un animal herido que en su propia sangre busca calor*

La cosa più importante è sapere che il
proprio amore resiste a tutto al tempo e alla distanza, ma senza il
calore di qualcuno che ce lo custodisce come potrebbe sopravvivere? Me
lo chiedo anche io.

L’anima trema davanti al vuoto e ha bisogno di un contatto a ogni costo.

Vogliamo essere amati.
In mancanza di ciò, ammirati; in mancanza di ciò, temuti; In mancanza di ciò, odiati e disprezzati. Vogliamo suscitare negli altri qualche sorta di emozione. L’anima trema davanti al vuoto e ha bisogno di un contatto a ogni costo.


[Hjalmar Soderberg]

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