_Un posto chiamato Quì

C'è solo una cosa più frustrante del non riuscire a trovare qualcuno, ed è non essere trovati. La cosa che vorrei di più è che qualcuno mi trovasse… [Un posto chiamato qui, Cecelia Ahern

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e l’avevo detto io..

"Era la A di Atlantide, la A dell’Africa e dell’Australia, la A degli Atolli, degli Aviatori, dell’Amazzonia, dell’Argento, era la A lenta e oscillante dell’Amaca era tutte le A emozionanti del mondo tranne UNA .."

   

Ed è la stella che brilla di più nel mio cielo,quella che quando sei solo,in mare,nel bel mezzo della tempesta grazie alla sua luce ti riporta a casa.

.Lui è una delle cose più belle che ho, e’ il mio migliore amico,la mia persona..lo
specchio che riflettendo la realtà delle cose mi permette di vedere il
mondo come i miei occhi non riescono a fare.E’ l’indistruttibile torre
d’affetto in cui mi rifugio ogni volta che sono spaventata.Ed è la
stella che brilla di più nel mio cielo,quella che quando sei solo,in
mare,nel bel mezzo della tempesta grazie alla sua luce ti riporta a casa
.

Quanto mi manchi…

Perlomeno facevo il possibile, la mia parte. Quello che mi era concesso. Fino in fondo.

...è
sempre stato così: incontri qualcuno che non conosci e quel qualcuno, a
differenza dei tuoi amici, ti conosce per ciò che sei. Per ciò che sei in quel
momento. Questa persona non è condizionata da chi eri o da che cosa avevi fatto
in passato. Non ha mai visto la tua faccia prima. I tuoi amici sì. E,
onestamente, non tutti gli anni della tua vita sei stato fighissimo
.

                                                                                                                  

E’ una vita che ti aspetto –  
Fabio Volo

Sappi che tutte le strade “…hanno un vento che le accompagna. E che il gomitolo, forse, non ha voluto diventar maglione, che preferisco non imparar la rotta per ricordarmi il mare.”

Voglio
conoscere i segreti più oscuri e devastanti della tua anima. Voglio
possedere la malinconia dei tuoi occhi. Curare le tue malattie.
Cicatrizzare con queste mani le ferite che ti procurerai. Voglio
sorreggerti la schiena, toccarti le gambe. Essere sul tuo sterno e
lasciarmi comprimere dal tuo respiro intenso e delicato, come quello di
un essere appena venuto al mondo. Voglio tessere le trame della tua voce
in tutte le storie che racconterai. Voglio essere la parola che dirai
tra un istante, il copione che reciterai domani. Lascia che sia la mira
con cui colpirai il bersaglio. Lascia che sia il tuo errore. Permettimi
di essere uno sbaglio di cui ti ricorderai quanto più te ne vorrai
dimenticare. Incollami alla pelle, come uno sfregio. Sarò nella tua
anima. Amerò il tuo essere. Sarai la mia fede. Il mio giudizio. La mia
professione, la mia malattia da cui non saprò guarire mai.

Sappi che tutte le strade – Anna Mongibello

Chi ha il mio pezzo mancante?

« Puoi chiamarlo snobismo. La verità è che si tratta solo di meschinità.
Cosa credi? Che voglia stare sola? Ma sono fatta così, non riesco ad
avvicinarmi veramente a nessuno
. È un dato di fatto. È come se mi
mancasse quella parte d’anima che si incastra negli altri,
come nel
Lego. Che ci unisce veramente a qualcun altro. Alla fine tutto cade a
pezzi. Famiglia, amici. Non resta più niente

da Qualcuno con cui Correre di D. Grossman!

ps. Sono d’accordo con la prima parte…

“IL PROBLEMA NON E’ QUANTO ASPETTI, MA CHI ASPETTI.”

“C’erano frasi che facevano perdere parecchi punti
[…] Mi ricordo che non mi sono piaciuti quelli che ti chiedono le cose
prima di farle. “
Posso dirti una cosa? Posso darti un bacio? Posso
chiamarti?
” Oppure quelli che mi dicevano frasi tipo: “Non ti chiamo
perché non voglio disturbarti, se ti va chiama tu.
”Non mi piacciono gli
uomini che ti portano fuori a cena e ti chiedono dove vuoi andare.
Mi
piacciono quelli sicuri, con le idee chiare, che sanno dove portarti.
Non mi piace chi finge di essere gentile. Mi piacevano quelli che mi
versavano l’acqua perché erano educati, quelli che se c’eri tu o la tua
nonna era uguale.
E non erano attenti solo perché era la prima sera. I
tipi della prima sera sono poi quelli che esagerano: sportello della macchina e tutto il resto, ma dopo un pò, a casa loro, ti devi alzare tu a prendere il sale..
[….] Vorrei un uomo con cui stare bene. Un uomo seduto al
mio fianco quando sono al cinema, o al ristorante o su un pullman.
Vorrei incontrare una persona con la quale condividere delle
prospettive. Non voglio dire per forza matrimonio figli ecc. Ma nemmeno
uno di quegli uomini che si spaventano quando chiedi una cosa più
lontana di due giorni.
[…] Non cerco una famiglia, ma nemmeno una
persona con cui non riesco a progettare una vacanza perché gli vengono
le ansie. […]
Vorrei uno che mi piace e vorrei poterglielo dire senza
che si spaventi, senza che mi faccia sentire che gli sto troppo addosso.
Vorrei un uomo che con la stessa serenità mi cerchi quando non lo cerco
io. E poi, soprattutto, vorrei un uomo che c’è. […] Un uomo che c’è. E’
uno sguardo. Uno sguardo dietro a tutto. E’ un modo di guardarti in
silenzio che significa tutto per me. Significa che c’è.

[Il giorno in più – Fabio Volo]

E’ Tempo di Rinascere!

È il momento di
svegliarmi
é tempo di rinascere
Sento addosso le tue mani
ed è
un caldo richiamo perché
ho bisogno di svegliarmi
di prendermi
cura di te
Ritorno alla vita..Sei venuto a difendermi
a liberarmi
imponendo oltremodo la tua ostinazione
Sei venuto a riprendermi
eroe
distratto da voci che inducono in tentazione



Portami con te non
ascoltarle*

E’ Tempo di Rinascere….

Sono diversa Sono nuova Ma le note ancora mi appartengono*

Tu ti divertivi a contare le stelle e a vivere senza pensieri. E amavi ridere, ridevi con chiunque, facevi ridere anche me. Ricordati di quanto eri speciale, di quanto tempo passavi guardandoti allo specchio sorridente perchè quel sorriso ti piaceva da impazzire.
Ricordati.
Cercati dentro di te, e convinciti a tornare…



Sono diversa Sono nuova..Ma le note ancora mi appartengono

Io sto aspettando, mi ha detto.


Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda.

Semplicemente è lontana.



Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei nè triste nè felice.

Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando.
Non è triste
la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda.

Semplicemente è
lontana.


Io sto aspettando, mi ha detto.


Cosa?


Sto aspettando di fare ciò per cui sono nato.


Questa storia, Alessandro Baricco.

Il Claddagh Ring sarà mio! [Un giorno…uhm.. forse, sì… si spera!]

La mia Passione è l‘Irlanda.
E’ misteriosa,cupa,piena di leggenda.
Quel verde e quella costa che la sovrasta. Mi fa sognare.
Così, sogno un giorno di poter baciare terra irlandese.
Da brava ragazza che si informa ( sì,sì  =D ) ho scoperto una leggenda bellissima che abbraccia un famoso anello,
per l’esattezza il Claddagh Ring!
E’ scontatissimo dire che io lo voglio! Lo pretendo,anzi! >.<‘ ( Si chiede quando l’avrà al dito )

Comunque, a chi questo anello risultasse ignoto, eccolo quì sotto:


Secondo Santo Wikipedia,
Il Claddagh Ring (anello claddagh) è un anello di fidanzamento
irlandese, composto da due mani che tengono un cuore
sormontato da una corona;le mani simboleggiano l’amicizia
la corona è simbolo di lealtà
e il cuore dell’amore.
Ci sono moltissime leggende che ruotano attorno al Claddagh e ne aggiungo qualcuna:
– un re innamorato di una giovane contadina, ma da lei non corrisposto.
Il povero re non riuscì a sopportare il dolore e si uccise, chiedendo
che sulla sua lapide fossero rappresentate due mani intorno a un cuore
incoronato come simbolo del suo eterno amore per la contadina.
…ma anche:
Due delle spiegazioni più celebri hanno a che fare entrambe, sebbene
un secolo le separi, con membri della famiglia Joyce (o Ioyce),
originaria di Galway Alcuni modelli di Claddagh ring tuttora
esistenti portano le iniziali “R. I.” oppure “R. J.” e, perciò, sono
attribuiti a Richard Joyce/Ioyce.

La più antica leggenda, risalente al XVI secolo, racconta che il
primo Claddagh Ring fu uno miracoloso e meritato regalo per Margaret Joyce.
Domingo de Rona, un ricco mercante spagnolo i cui affari lo portavano
spesso a Galway
incontrò Margaret in una delle sue visite nella cittadina irlandese e
se ne innamorò, sposandola di lì a poco. Sfortunatamente, però, la loro
felicità fu breve. Subito dopo il matrimonio Domingo morì e Margaret
ereditò il suo enorme patrimonio. Nel 1596, la donna si risposò con
Oliver Og French, il governatore di Galway.
L’uomo non la sposò per la sua grande ricchezza, e ciò è dimostrato dal
fatto che lasciò l’uso e l’amministrazione dei suoi beni totalmente
nelle mani di lei, che, da parte sua, non sperperò il suo denaro, ma ne
donò gran parte alla città per far costruire numerosi ponti. Un giorno
un’aquila lasciò cadere sul grembo di Margaret Joyce un anello d’oro, il
primo Claddagh Ring. Questo evento non fu ritenuto un evento fortuito,
ma un vero e proprio dono divino, ricompensa alla sua generosità.
L’anello sarebbe quindi caduto “dall’alto”, nel vero senso della parola.

Ma, molto più realistica la seconda leggenda. Questa ci racconta come,
durante la seconda metà del XVII secolo, un abitante di Galway,
Richard Joyce, fu catturato dai pirati mentre era in viaggio per le Indie
Occidentali. Questi lo vendettero come schiavo a un ricco orafo arabo,
che gli insegnò il mestiere e lo fece diventare un eccellente
cesellatore. Nel 1689, re William III d’Inghilterra
ottenne il rilascio degli inglesi catturati, Joyce compreso. In tutti
gli anni trascorsi insieme, l’orafo si era affezionato a Joyce e lo
implorò di restare da lui, promettendogli la mano della figlia e metà
del suo patrimonio. Richard, tuttavia, non si fece tentare, poiché non
vedeva l’ora di tornare nel suo paese natale. Quindi portò con sé le
conoscenze acquisite sull’arte orafa e, importantissima cosa, un’idea
che gli era venuta in mente durante quegli anni: la creazione del
Claddagh Ring. Secondo alcuni, egli creò il primo di questi anelli come
simbolo di gratitudine nei confronti del re al quale doveva la sua
libertà. Secondo altri, invece, ad una fanciulla di Galwayche
non aveva mai smesso di amarlo e di essergli fedele, in attesa del
rientro del suo unico vero amore: lui le si presentò con il celebre
Claddagh Ring d’oro, simbolo del loro amore duraturo (due mani a
rappresentare l’amicizia, la corona a significare la loro lealtà e
devozione, e il cuore a simboleggiare il loro reciproco amore eterno). I
due si sposarono subito e non si separarono mai!

MA DOVE PROVIENE OGNI SIMBOLO CHE FORMA IL CLADDAGH RING?

Per scoprirlo bisogna andare molto indietro nel tempo, all’epoca
degli dèi celtici
. Dagda, il padre degli dèi, era un essere potente, con
la capacità di far splendere il sole; secondo la leggenda la mano destra
dell’anello appartiene proprio a lui. Anu (dea conosciuta poi come
Danu), era l’antenata e madre universale dei Celti, ed è lei che sembra
rappresentare la mano sinistra del Claddagh Ring. La corona rappresenta
Beathauile (nome che significa "la vita intera"), che non sembra sia una
persona o un dio, ma appare a rappresentare il principio vitale e la
vita in sé. Infine il cuore rappresenta i cuori di ogni membro
dell’umanità.

Un’altra interpretazione del significato dell’anello è strettamente
collegata al trifoglio, uno dei più antichi
simboli irlandesi. Questa interpretazione vuole che la corona sia il Padre, la
mano sinistra il Figlio e la mano destra lo Spirito Santo tutti concentrati sul cuore al centro, che simboleggia
l’umanità.

Attraverso ogni simbolismo, comunque, un tema ricorre sempre, ovvero
che l’anello simboleggia l’amore, la lealtà e l’amicizia ("Love,
Loyalty, and Friendship" o, in gaelico, "Gra, Dilseacht agus Cairdeas" –
pronunciato "graw, dealshocked ogis cordiss").

C’è una filastrocca che serve a ricordare la simbologia di quest’anello ed è questa in inglese:

" THE HANDS ARE THERE FOR FRIENDSHIP, THE HEART IS THER FOR LOVE. FOR LOYALTY THROUGHOUT THE YEAR, THE CROWN IS RAISED ABOVE "

In Irlanda lo scopo per cui questo anello viene scelto è manifestato
dal modo in cui l’anello viene indossato. Infatti, il Claddagh Ring può
simboleggiare sentimenti diversi:

  • Amicizia/ Libertà:  mano destra, con la punta del cuore rivolta verso le dita;
  • Matrimonio:  mano sinistra, con il cuore puntato verso il polso;
  • Fidanzamento: mano destra
    con il cuore puntato verso il polso.
  • Rifiuto dell’amore/ Vedovanza: mano sinistra, con la punta del cuore verso
    le dita.

Tutto questo accadrebbe quando l’incantesimo della mia singletudine finirà e si spera anche definitivamente stavolta, e siccome voglio essere in tema mi autoauguro BUONA FORTUNA con un bel TRIFOGLIO IRLANDESE

Cosa non si fa per uno straccio d’uomo…

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