_Un posto chiamato Quì

C'è solo una cosa più frustrante del non riuscire a trovare qualcuno, ed è non essere trovati. La cosa che vorrei di più è che qualcuno mi trovasse… [Un posto chiamato qui, Cecelia Ahern

Archivio per la categoria “Tradizioni & Folklore Palermitano”

Buon Festino di Santa Rosalia

La storia di Santa Rosalia

Rosalia, vissuta nel XII secolo, era figlia del duca Sinisbaldo di Quisquina delle Rose, nipote di re Ruggero d’Altavilla. In seguito alla proposta di matrimonio del principe Baldovino lasciò la corte per condurre una vita di contemplazione. Visse da eremita nel monte Quisquina e in seguito in una grotta di Monte Pellegrino fino alla morte. Il suo culto è legato all’epidemia di peste che colpì Palermo nel 1624.

Il 7 maggio del 1624, infatti, attraccò nel porto un vascello proveniente da Tunisi, che in precedenza era approdato a Trapani e lì era stato sequestrato perché l’equipaggio era stato sospettato di essere stato contagiato dal morbo. Fu dato l’allarme ma il viceré si lasciò convincere a far scaricare il carico; e così il comandante, Maometto Cavalà, insieme con il guardiano del porto, si recò a Palazzo Reale per portare i doni che il Re di Tunisi aveva omaggiato a Sua Altezza. La diffussione della peste fu immediata e Palermo si trasformò in un lazzaretto a cielo aperto.

Le preghiere e le processioni rivolte alle co-patrone delle città (S. Cristina, S. Agata, S. Ninfa e S. Oliva) non servirono a fermare la peste. Si dice che Girolama La Cattuta, malata, abbia sognato la Santa che le diceva che se fosse andata sul Monte Pellegrino sarebbe guarita. Recatasi sul monte le apparve in visione indicandole il punto in cui era morta, la signora La Cattuta guarì e lì vennero ritrovate le ossa della “santuzza” (15 luglio 1624). Il 27 luglio 1624, Santa Rosalia divenne ufficialmente la patrona di Palermo.

Nel febbraio 1625, un saponaro, Vincenzo Bonelli, salì sul monte Pellegrino per una passeggiata ma si perse e gli apparse Santa Rosalia, la quale gli disse di riferire al Cardinale Doria che se le sue ossa fossero state portate in processione, la peste sarebbe finita. Le ossa, messe in un sacco e portate in processione, fecero davvero il miracolo. Era il 9 giugno del 1625.

Il festino.. “u fistinu”!

Santa Rosalia ricorre il 4 settembre ma viene festeggiata il 14 luglio. I festeggiamenti hanno inizio il 10 per concludersi con un gran finale la sera del 14. Durante il corteo viene rappresentato il dramma della peste e il miracolo della guarigione per opera della Santa. Il carro, dalla Cattedrale, sfila per buona parte del centro storico tra luci e suoni. Ai Quattro Canti, si ferma e il sindaco al grido di “Viva Palermo e Santa Rosalia!donando dei fiori alla Santuzza. La serata si conclude con i giochi d’artificio alla Marina. Il festino, però, è un’insieme di colori e caos.. le strade sono invase dai palermitani che aspettando di vedere passare il carro.. mangiano! Non sarebbe festino senza i venditori di calia e simienza” (ceci abbrustoliti e semi di zucca), panelle e crocchè, il “pane ca’ meusa” (pane con la milza), i “babbaluci” (le lumache) e l’anguria.

Quest’anno si terrà il 384° Festino. Chissà come sarà il carro.. solitamente è sempre a forma di vascello, l’anno scorso la vela era ricoperta di Swarovski.

 

Ecco il video del Festino dello scorso anno.

 

  

 

 

Buon Festino a tutti..

 

 

 

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